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IoT dispositivi 2022: in crescita del 18% a livello globale

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Dispositivi IoT connessi: nel 2022 in crescita del 18% per un totale di 14,4 miliardi a livello globale

Il mese scorso, IoT Analytics ha pubblicato un report approfondito sullo “Stato dell’Internet of Things – Edizione primavera 2022”. Questo rapporto offre dati aggiornati sull’attuale mercato e sulle previsioni dell’IoT, che includono sviluppi macroeconomici, uno sguardo ai 100 maggiori round di finanziamento IoT e molto altro.

Knud Lasse Lueth, CEO di IoT Analytics, ha dichiarato: “Nel 2022, il mercato dell’Internet delle cose dovrebbe crescere del 18% e fino a 14,4 miliardi di connessioni attive. Entro il 2025, con l’allentarsi dei vincoli di fornitura e l’ulteriore accelerazione della crescita, ci saranno circa 27 miliardi di dispositivi IoT connessi”.

L’analista di IoT Analytics Mohammad Hasan ha aggiunto che: “L’IoT sta ancora affrontando una serie di sfide: catena di approvvigionamento vincolata, inflazione, nuovi ceppi del virus, crisi geopolitica. Eppure, le condizioni di forte domanda continuano a supportare la redditività della maggior parte dei player con riferimento all’IoT”.

Aggiornamenti di mercato Internet Things: i trend del 2022

Dunque, la carenza di chip continua a rallentare la ripresa del mercato dell’Internet delle cose. Il numero di connessioni IoT globali è cresciuto dell’8% nel 2021 fino a 12,2 miliardi di endpoint attivi: una crescita decisamente inferiore rispetto agli anni precedenti.

Nonostante la domanda di soluzioni IoT in forte espansione e un sentiment positivo nella comunità IoT, si prevede che l’impatto della carenza di chip sul numero di dispositivi connessi proseguirà ben oltre il 2023. Altri ostacoli per i mercati IoT sono costituiti dalla pandemia COVID-19 in corso e dalle interruzioni generali della catena di approvvigionamento. Nel 2022, il mercato dell’Internet degli oggetti dovrebbe crescere del 18%, fino a 14,4 miliardi di connessioni attive. Entro il 2025, con l’allentamento dei vincoli di fornitura e con l’ulteriore accelerazione della crescita, potrebbero esserci circa 27 miliardi di dispositivi IoT connessi.

Sia i dati effettivi per il 2021 che le attuali previsioni per il 2025 sono inferiori a quanto stimato in precedenza. La stima per il 2021 era di 12,3 miliardi di dispositivi IoT connessi, mentre la previsione per il 2025 era di 27,1 miliardi di dispositivi.

Vediamo, ora, dove potremmo essere diretti nei prossimi anni.

Internet of Things IoT nel 2022: sentiment attuale del mercato

Attualmente, il sentiment per le aziende nel settore digitale e IoT rimane positivo, nonostante sia in calo rispetto ai massimi del quarto trimestre 2021. Il Covid-19 ha accelerato l’adozione del sistema IoT.

Phil Gallagher, CEO di Avnet, ha dichiarato che: “Una forte domanda è stata nuovamente diffusa nei nostri mercati finali [nel primo trimestre del 2022]. Nel complesso, continuiamo a prevedere condizioni favorevoli della domanda, che si manterranno per tutta la seconda metà dell’anno”.

Anche Phil Brace, CEO di Sierra Wireless, ha affermato: “Stiamo assistendo a un continuo slancio nei mercati chiave dell’IoT, inclusi quelli industriali, aziendali, energetici e di primo intervento. La pandemia di COVID-19 ha accelerato l’Industria 4.0″.

Da un punto di vista regionale, il sentiment in Nord America è in testa, con l’Asia Pacifica in ritardo, in particolare la Cina, dove i nuovi blocchi COVID-19 sono visti come una minaccia-chiave alla crescita del business nella regione.

IoT dopo il 2022: macro temi che influiscono sulle previsioni dei dispositivi IoT

Nella ricerca effettuata da IoT Analytics sono stati messi in evidenza otto macro-temi da tenere d’occhio, molti perfino correlati tra loro. Eccone alcuni:

  1. Inflazione. Le previsioni di crescita globale sono in calo. L’inflazione supera il 5% annuo nella maggior parte delle principali economie del mondo, aumentando le aspettative di aumento dei tassi di interesse e un successivo raffreddamento dell’economia.
  2. La guerra in Ucraina. La terribile guerra si aggiunge alle interruzioni dell’approvvigionamento e alle preoccupazioni per l’inflazione. Il ministro di Stato per l’elettronica e l’informatica in India, Rajeev Chandrasekhar, ha dichiarato: “Il conflitto Russia-Ucraina ha avuto un impatto sulle catene di approvvigionamento in numerosi settori, tra cui l’industria dei semiconduttori. Il conflitto potrebbe avere un impatto particolare sulla fornitura di gas Neon ed esafluorobutadiene, elementi essenziali per la produzione di chip semiconduttori”.
  3. La guerra per i talenti digitali. Molte aziende stanno affrontando un’enorme sfida per trovare manodopera qualificata per andare avanti con la trasformazione digitale, l’IA, l’IoT e i progetti cloud. Il numero di annunci di lavoro che includevano “IoT” è cresciuto del +32% tra luglio 2021 e aprile 2022. Gli annunci di lavoro che includevano “AI” (+48%), “Edge Computing” (+53%) e “5G” (+ Il 52%) erano ancora di più.

A causa di alcuni di questi fattori macro, le aziende sono costrette a concentrarsi maggiormente sull’efficienza operativa per evitare le pressioni sui costi e garantire la fornitura ai clienti.

Altri punti salienti dello studio sullo stato dell’IoT

Siamo a livelli record per gli investimenti in VC delle aziende IoT. Il finanziamento di Global VC per le aziende incentrate sull’IoT è aumentato fino a $ 1,2 miliardi nel primo trimestre del 2022, rispetto ai soli 266 milioni di dollari nel primo trimestre del 2021. Con meno accordi in totale, eppure con una serie di round di finanziamento notevoli. Gli investimenti più recenti si sono concentrati su intelligenza artificiale e analisi, sicurezza informatica e connettività IoT.

Diverse grandi acquisizioni sono incentrate sull’IoT. Le aziende specializzate in intelligenza artificiale e analisi, software IoT e semiconduttori o chip rappresentano collettivamente circa il 45% di tutte le principali acquisizioni tra il terzo trimestre del 2021 e il primo trimestre del 2022. Molti di questi accordi sono stati guidati dal desiderio di creare prodotti dotati di un più completo stack tecnologico, riducendo la dipendenza dall’esterno. Tra gli annunci più rilevanti ci sono l’acquisizione di Blue Yonder da parte di Panasonic (8,5 miliardi di dollari) e l’acquisizione di Ecobee da parte di Generac Power Systems (770 milioni di dollari).

In conclusione

La crescita del numero di dispositivi connessi è rallentata nel 2021, tuttavia si prevede una nuova accelerazione nel 2022 e negli anni successivi. Nonostante l’inflazione e le interruzioni prolungate dell’offerta per il mercato IoT, il sentiment generale continua a essere positivo. E il numero di dispositivi IoT connessi dovrebbe raggiungere ben 14,4 miliardi entro la fine del 2022.

30 Giugno 2022
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Impatto zero, nasce la Fabbrica 4.0 per la carbon neutrality

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Abb, a Dalmine la prima fabbrica 4.0 a “impatto zero”, verso la carbon neutrality grazie a digitalizzazione e IoT

Si trova a Dalmine, in provincia di Bergamo, il primo stabilimento Abb italiano a raggiungere il riconoscimento di fabbrica “Mission to zero”. L’obiettivo dello stabilimento a impatto zero è stato raggiunto con l’introduzione d’innovazioni tecnologiche e digitalizzazione che hanno permesso di tagliare del 25% le emissioni di CO2 dello stabilimento.

ABB è una nota multinazionale elettrotecnica svizzero-svedese con sede a Zurigo, operante nel settore della robotica, dell’energia e dell’automazione in oltre 100 paesi. Nel 2018 si è classificata al 341º posto nella lista di Fortune Global 500.

La multinazionale ha come obiettivo il raggiungimento della “carbon neutrality” in tutte le sue attività entro il 2030. “Mission to zero” fa parte di questo percorso ed è un aspetto fondamentale per la creazione di una supply chain più sostenibile per i clienti.

Lo stabilimento storico di Dalmine, costruito nel 1979, copre 45.000 mq. e viene utilizzato da Abb per produrre interruttori e quadri elettrici di media tensione.

Nel 2020 Abb Dalmine è stata riconosciuta Lighthouse plant dal Ministero dell’economia (MISE) nell’ambito di un piano di promozione dello sviluppo digitale e dell’utilizzo di tecnologie innovative per il settore industriale. Ed è diventata esempio concreto di come le tecnologie digitali si applicano ai processi produttivi.

Monitoraggio energetico grazie all’IoT

Il programma Mission to zero mira a creare esempi di siti produttivi a basse emissioni che possano essere replicati da partner Abb e clienti in tutto il mondo, per strutture nuove o già esistenti. Il programma si basa su una serie di attività per migliorare la sostenibilità in tutte le attività di un sito, dalla riduzione delle emissioni di CO2 alla conservazione delle risorse.

Il sito di Dalmine è già alimentato con il 100% di energia verde da fonti rinnovabili certificate Enel Green Power. Tuttavia, per raggiungere lo status di Mission to zero, i tre edifici della fabbrica sono stati dotati di 4.000 m2 di pannelli fotovoltaici. I pannelli generano una potenza di picco che fornisce circa il 20% del fabbisogno energetico della fabbrica e aiuta a bilanciare la domanda del sistema di aria condizionata nei mesi estivi.

Con più di 70 sensori installati in tutto lo stabilimento, la piattaforma Abb Ability energy and asset manager sfrutta l’Internet of things (IoT) per monitorare il consumo di energia ed evidenziare le opportunità di risparmio energetico. Sulla base dei risultati del monitoraggio, ad esempio, il sistema d’illuminazione esterna è stato sostituito con lampade a Led ad alta efficienza, riducendo il consumo di 76.000 kWh all’anno. Cioè, l’energia necessaria per ricaricare la crescente flotta di veicoli elettrici del sito.

Approccio basato sull’economia circolare

Basandosi su un approccio di economia circolare, il team dedicato alla sostenibilità dei prodotti Abb analizza e certifica fornendo il Life cycle assessment e le dichiarazioni ambientali di prodotto (Epd). Inoltre, a Dalmine si presta grande attenzione alla conservazione delle risorse per ridurre gli sprechi, ad esempio riutilizzando casse di plastica per il trasporto dei componenti tra le fabbriche Abb in Europa e l’uso di plastica riciclata per gli imballaggi.

Con queste iniziative, Dalmine ha ridotto le emissioni di CO2 di circa 2.200 tonnellate negli ultimi due anni. L’equivalente delle emissioni di un’auto che percorre 360 giri attorno alla Terra lungo l’Equatore.

E non solo, perché da anni Abb Dalmine è parte del progetto Workplace health promotion per la promozione di buone pratiche per la salute dei dipendenti, tra cui il contrasto al fumo (lo stabilimento è “Fabbrica libera dal fumo” dal 2016), la corretta alimentazione e uno stile di vita sano.

Supply chain sostenibile: un modello replicabile

Il presidente della divisione Distribution solutions di Abb, Alessandro Palin, ha dichiarato: “I nostri clienti vogliono rendere le loro supply chain più sostenibili e si rivolgono sempre più spesso a noi per le dichiarazioni ambientali di prodotto Epd”. Inoltre, ha precisato che “Lo stabilimento di Dalmine è un modello replicabile dai nostri clienti: un esempio positivo di come tecnologie innovative e digitalizzazione possono ridurre le emissioni del 25%”.

Il Direttore dell’unità produttiva di Dalmine, Massimiliano Callioni, ha affermato: “Fondamentale per il raggiungimento di questo importante risultato, oltre alle innovative tecnologie IoT installate, è stato il coinvolgimento attivo dei dipendenti che supportano le pratiche sostenibili nelle loro attività di tutti i giorni, anche attraverso il corretto smaltimento dei rifiuti e un utilizzo più attento di carta e plastica”.

Un esempio tangibile di come uno sviluppo intelligente, basato su tecnologie IoT, può contribuire a migliorare il nostro pianeta.

3 Giugno 2022
https://www.octopusiot.it/wp-content/uploads/2022/06/carbon_neutrality.jpg 630 1200 mtncompany https://www.octopusiot.it/wp-content/uploads/2019/01/logo-300x92.png mtncompany2022-06-03 17:29:452022-06-03 17:29:45Impatto zero, nasce la Fabbrica 4.0 per la carbon neutrality
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